Realizzazione siti web per parrucchieri

Saloni e parrucchieri: un sito con i servizi e i prezzi in chiaro, anche per lunghezza, le foto dei tuoi lavori e la prenotazione su WhatsApp con un tocco.

Gratis, senza chiederti accessi.

Cosa deve avere il sito di un parrucchiere

Chi cerca un parrucchiere dal telefono ha già deciso che gli serve: deve solo scegliere quale. Guarda i lavori, cerca il prezzo e vuole prenotare senza telefonare. Il sito deve rispondere in quel minuto.

  1. I servizi, con le parole di chi cerca

    Piega, colore, balayage, taglio uomo, sposa. In salone si dice brushing, su Google si cerca piega: vince la parola della ricerca.

  2. I prezzi, anche per lunghezza

    Corti, medi o lunghi cambiano il conto: scriverlo evita la sorpresa alla cassa. Se non vuoi pubblicare tutto, anche un “a partire da” aiuta chi confronta.

  3. Le foto dei tuoi lavori

    Scattate in salone o prese dal tuo Instagram, con il permesso delle clienti. Le teste perfette prese da internet si riconoscono subito.

  4. Chi ti fa i capelli

    Nomi, specialità e giorni in salone. Molte clienti scelgono la persona prima ancora del salone.

  5. Prenotare con un tocco

    WhatsApp con il servizio già scritto nel messaggio, o il numero come pulsante. Il modulo lungo, dal telefono, non lo compila quasi nessuno.

  6. Orari veri, e dove sei

    Uguali sul sito e sulla scheda Google, con la chiusura settimanale. Se sei aperto il lunedì scrivilo bene in vista: è una ricerca vera.

Un salone d’esempio, con i prezzi per lunghezza

Nocciola, parrucchieri a Biella, non esiste: l’abbiamo inventato per farti vedere come lavoriamo. Struttura, testi e scelte sono quelli che faremmo per il tuo salone.

  • Scegli corti, medi o lunghi, e tutti i prezzi del listino cambiano.
  • I lavori fotografati in salone, con la tecnica, la lunghezza e chi li ha fatti.
  • Chi ti fa i capelli, con la specialità e i giorni in salone.
  • Il cartellino dell’appuntamento scrive da solo il messaggio su WhatsApp.

Salone, persone e lavori sono inventati. Le foto vengono da Unsplash: nel sito del tuo salone ci vanno le tue.

La prima schermata del salone d'esempio vista dal computer: il titolo con la città, i tre bottoni corti, medi e lunghi, i prezzi che cambiano, il bottone per prenotare su WhatsApp e lo specchio con le postazioni
I lavori del salone d'esempio visti dal telefono: una foto di capelli di spalle dentro uno specchio, con la tecnica, la lunghezza e chi l'ha fatto, e sotto i bottoni Chiama e Prenota

Il sito del tuo salone ha queste sei cose?

Rispondi sì o no: in un minuto vedi dove il sito perde appuntamenti. Il risultato resta sul tuo schermo, non salviamo niente.

Poi guardiamo noi la scheda Google, gratis

  • le categorie del salone
  • i servizi elencati
  • gli orari, anche quelli delle feste
  • le foto dei lavori
  • le risposte alle recensioni

La guardiamo da fuori, come la vede una cliente: non ci servono accessi.

I servizi hanno i nomi che usano le clienti?Piega, colore, balayage, taglio uomo.

C’è un prezzo per ogni servizio, anche solo “a partire da”?Meglio ancora se cambia con la lunghezza.

Le foto dei lavori sono tue, fatte in salone?Le foto prese da internet non contano.

Si capisce chi lavora da te, e cosa fa meglio?

Si prenota con un tocco, su WhatsApp o al telefono?

Gli orari sono gli stessi della scheda Google, chiusura compresa?

Rispondi alle sei domande: il risultato resta sul tuo schermo, non salviamo niente.

Chiedi il controllo gratuito

Tre doppie punte

Le troviamo spesso nei siti dei saloni, anche in quelli fatti bene. Si tagliano senza rifare tutto.

N.Doppia puntaCome si taglia
N. 1 Le foto di altriTeste perfette prese da un archivio di immagini, o fatte con l’intelligenza artificiale: dicono che il lavoro non è tuo. Le foto dei tuoi lavori, scattate di giorno con le luci del salone accese. Il telefono basta.
N. 2 Il prezzo scoperto alla cassaNessun prezzo, o “da 20 €” senza dire per quali capelli. Il listino per lunghezza, corti, medi e lunghi, o almeno una forbice chiara.
N. 3 Il modulo contatti lungoNome, cognome, email e messaggio: dal telefono lo compila quasi nessuno. WhatsApp con il servizio già scritto nel messaggio, e il numero come pulsante.

Le regole, in breve

Note

  1. Le foto delle clienti: il ritratto di una persona si pubblica solo con il suo consenso, meglio scritto, dicendo dove andrà. Una foto presa dal profilo della cliente è sua due volte, come autrice e come persona ritratta.
  2. Le foto che non sono tue: un’immagine d’archivio, o fatta con l’intelligenza artificiale, mostrata come un tuo lavoro fa credere una cosa falsa a chi sceglie il salone. E dal 2 agosto 2026 un’immagine realistica fatta con l’AI va dichiarata come tale.
  3. Le recensioni: valgono solo quelle di chi ha fatto davvero il servizio, scritte entro 30 giorni, e mai in cambio di sconti o omaggi. Il cartellino con il codice QR sul banco va bene, se lo dai a tutte.

Riferimenti: L. 633/1941, art. 96; Reg. UE 2016/679; D.Lgs. 206/2005, artt. 20-23; Reg. UE 2024/1689, art. 50; L. 34/2026, artt. 18-23.

Cosa è compreso, cosa no

Scritto come un listino: cosa c’è e cosa no, prima di cominciare.

Compreso

  • Un sito su misura, costruito prima di tutto per il telefono.
  • Il listino come pagina del sito, anche con i prezzi per lunghezza: quando cambi un prezzo ce lo scrivi, e lo aggiorniamo noi.
  • La galleria dei lavori, con le foto che scegli dal tuo Instagram o dalla tua scheda Google.
  • I testi, scritti da noi partendo da come parli con le tue clienti.
  • Il dominio intestato al tuo salone. Ne parliamo nella guida a chi intestare il dominio.
  • La scheda Google sistemata: categorie, servizi, orari e foto.
  • La mappa senza banner dei cookie e il pulsante per WhatsApp o per chiamare.
  • Manutenzione e piccole modifiche durante l’anno.

Escluso

  • La gestione dei profili social del salone: post, commenti e messaggi restano a te.
  • Un calendario per le prenotazioni online: le richieste arrivano su WhatsApp o al telefono, dove le gestisci già.
  • Promesse di farti comparire per primo su Google.

Domande frequenti

Ho già Instagram: mi serve anche un sito?

Fanno lavori diversi. Instagram mostra i tuoi lavori a chi ti segue già; il sito ti fa trovare da chi non ti conosce e sta cercando adesso un parrucchiere in zona. Lo spieghiamo meglio nella guida al sito del parrucchiere.

Posso usare le foto che ho già su Instagram?

Sì, se le hai scattate tu o hai il permesso di chi le ha scattate. Per le clienti riconoscibili serve il loro consenso, anche se la foto è già sul tuo profilo.

Devo pubblicare tutti i prezzi?

Decidi tu. Un prezzo per lunghezza, o almeno “a partire da”, risponde già alla prima domanda di chi confronta, e ti evita la discussione alla cassa.

Si possono prenotare gli appuntamenti dal sito?

Sì: nel modo più semplice il sito prepara il messaggio su WhatsApp con il servizio e il giorno, e l’appuntamento lo confermi tu, come fai già. Un calendario online con gli orari liberi è un’altra cosa: se ti serve ne parliamo, ma non è compreso.

Quanto costa un sito per un parrucchiere?

Dipende dalle pagine e da cosa deve fare il sito. Nel preventivo scriviamo il prezzo del primo anno e il canone degli anni dopo, con cosa comprende e cosa no. Il controllo della scheda Google invece è gratuito.

Lavorate anche lontano da Vercelli?

Sì, in tutta Italia: ecco come funziona a distanza.

Parliamo del tuo salone

Ti diciamo gratis cosa non va nella scheda Google del salone, senza chiederti accessi. Se poi ha senso lavorare insieme, ti mandiamo un preventivo scritto.

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