“Mi serve un’app” è una delle richieste che sentiamo più spesso. A volte è vero. Più spesso quello che serve è un sito fatto bene, oppure un programma che si usa dal browser, e l’app da scaricare sarebbe la strada più lunga per arrivare allo stesso punto. Per scegliere tra app o sito web bisogna prima distinguere tre cose che nel parlare comune si confondono.
Tre cose diverse con nomi simili
Un sito web è fatto di pagine da leggere: presenta l’attività, si fa trovare su Google, porta le persone a chiamare o a scrivere. Chi lo visita non deve registrarsi né installare niente.
Un’applicazione web è un programma che si usa dal browser. Si entra con le proprie credenziali e si fa qualcosa: si prenota, si inserisce un ordine, si consulta un documento, si compila un rapporto. La posta elettronica che apri dal browser è un’applicazione web. Dal telefono, dal computer o dal tablet è sempre lo stesso programma.
Un’app, in senso stretto, si scarica dallo store del telefono e si installa. Vive sul dispositivo e ha un accesso più diretto alle sue funzioni.
Quando basta un sito
Se l’obiettivo è farti conoscere, farti trovare e ricevere richieste, serve un sito. Un’app difficilmente arriva a chi non ti conosce ancora: bisogna già sapere che esiste per andarla a scaricare. Un sito è invece la pagina che Google può mostrare a chi cerca quello che vendi.
Un sito costruito bene per il telefono si usa già come un’app: si apre con un tocco, il numero si chiama dal pulsante, la mappa porta al negozio. Per la maggior parte delle attività locali la richiesta “voglio un’app” si risolve qui.
Quando serve un’applicazione web
Serve quando le persone devono fare qualcosa con dati che sono loro: clienti che consultano i propri ordini, collaboratori che registrano le ore, un magazziniere che aggiorna le giacenze. Il segnale più comune è un foglio di calcolo che gira per email, o un quaderno che solo una persona sa leggere.
Rispetto a un’app da scaricare ha tre vantaggi pratici. Non si installa: basta un indirizzo. Funziona su qualunque dispositivo con un browser. E quando viene aggiornata, cambia per tutti nello stesso momento, senza aspettare che ognuno scarichi la nuova versione. È il tipo di strumento che descriviamo nella pagina sul software su misura.
Quando ha senso un’app da scaricare
Ha senso quando le stesse persone la useranno spesso, anche ogni giorno, e quando servono funzioni che dal browser si raggiungono male: lavorare senza connessione, usare a fondo fotocamera e sensori, restare sempre a portata di dito sulla schermata del telefono.
Il costo da mettere in conto non è solo lo sviluppo. Gli store hanno regole e revisioni, i sistemi da seguire sono due, quello di Apple e quello di Android, e ogni nuova versione del telefono può richiedere un intervento. Poi c’è il problema più sottovalutato: convincere le persone a installarla. Per un negozio o uno studio, chiedere a un cliente occasionale di scaricare un’app è chiedere molto.
A volte lo strumento c’è già
Prima di costruire qualcosa di nuovo vale la pena guardare cosa usano già i tuoi clienti. Se ti scrivono su WhatsApp, un servizio che risponde lì dentro arriva a tutti senza chiedere niente a nessuno. Se le domande sono sempre le stesse, può bastare un assistente sul sito: quando conviene e quando no lo abbiamo scritto nella guida sul chatbot per il sito aziendale.
E se quello che vuoi è vendere online, non ti serve un’app: ti serve un negozio, e per quello esistono piattaforme già pronte. Da dove si parte lo spiega la guida su come aprire un e-commerce.
Le quattro domande per decidere
Chi lo userà: persone che non ti conoscono ancora, clienti abituali o chi lavora con te? Quanto spesso: una volta ogni tanto o tutti i giorni? Deve farsi trovare su Google? Ci sono dati riservati, a cui si accede con una password?
Se lo usano persone che non ti conoscono, di rado, e deve farsi trovare, è un sito. Se lo usano sempre le stesse persone per lavorare su dati propri, è un’applicazione web. Se lo usano ogni giorno e servono le funzioni del telefono, allora si ragiona su un’app.
Si può partire dal sito e crescere
Le tre cose non si escludono. Molti progetti partono da un sito e aggiungono dopo un’area riservata, quando è chiaro cosa serve davvero. Partire dallo strumento più semplice costa meno e insegna di più: dopo qualche mese di uso vero le richieste sono precise, non ipotesi.
Noi costruiamo siti e applicazioni web, e quando qualcuno ci chiede un’app la prima cosa che facciamo è capire quale delle tre gli serve. Come lavoriamo sui siti sta nella pagina siti web, e altre guide come questa stanno nelle guide. Se vuoi parlarne, puoi scriverci: il primo confronto è gratuito.
