La domanda arriva quasi sempre in questa forma: meglio un sito statico o WordPress? Posta così non ha una risposta, perché mette a confronto due cose che risolvono problemi diversi. La domanda utile è un’altra: chi dovrà modificare questo sito, quanto spesso, e per fare cosa. Da lì la scelta viene da sola.
Cosa cambia davvero
Un sito statico è fatto di pagine già pronte. Quando qualcuno la apre, il server gliela consegna e basta: non c’è niente da calcolare, nessun database da interrogare. Modificarla vuol dire cambiarne il contenuto e ricaricarla.
WordPress costruisce ogni pagina al momento, pescando i contenuti da un database e passandoli dal tema e dai plugin. In cambio di quel lavoro ti dà un pannello: chi non sa scrivere codice può aggiungere un articolo, cambiare un prezzo, caricare una foto.
Tutta la differenza sta qui. Il pannello è l’unica cosa che WordPress ti dà in più, e sono anche tutte le sue complicazioni: il database, gli aggiornamenti, i plugin, la superficie da tenere al sicuro. Se quel pannello lo usi, il prezzo è giusto. Se non lo apri mai, lo stai pagando per niente.
Le tre situazioni in cui WordPress serve
- Pubblichi contenuti tu, con continuità. Un blog vero, con articoli scritti da te ogni mese. Non due pagine l’anno: quelle le aggiorna chi ti gestisce il sito in dieci minuti
- Vendi online. Un negozio ha carrello, ordini, magazzino e pagamenti: serve qualcosa che li gestisca
- Serve un’area riservata, con persone che entrano con una password e vedono cose diverse
Fuori da questi tre casi, WordPress su un sito vetrina di sei pagine è quasi sempre più macchina di quanta ne serva.
Cosa guadagni con lo statico
La velocità, prima di tutto, e non come dettaglio da tecnici: su un telefono con la linea mobile la differenza tra una pagina che compare subito e una che ci mette tre secondi decide se la persona resta. La velocità conta anche per Google, che la misura.
Poi la superficie di rischio. Le pagine violate di cui si sente parlare sono quasi sempre plugin non aggiornati: dove non ci sono plugin, quel problema non esiste. Un sito statico non ha una pagina di accesso da attaccare né un database da svuotare.
E infine la manutenzione, che non sparisce ma cambia natura: non c’è niente da aggiornare ogni mese per non rompersi. Il sito che hai pubblicato è lo stesso che troverai fra due anni.
Il page builder è una terza cosa, e va detto
Molti siti che chiamiamo WordPress in realtà sono WordPress più un costruttore visuale, cioè un altro programma sopra al primo. Serve a chi costruisce, perché permette di montare pagine trascinando; a te che lo possiedi porta due conseguenze concrete.
La prima è il peso: quelle pagine caricano molto più codice di quanto la pagina richieda, e si sente sul telefono. La seconda è che quasi sempre si paga ogni anno, e se smetti di pagare le pagine si guastano. Non è una truffa, è il modello di quei prodotti, ma va saputo prima e va scritto nel preventivo.
Quando WordPress serve davvero si può usare senza: l’editor incluso oggi fa il suo lavoro, il sito resta più leggero e non c’è nessun abbonamento che lo tiene in ostaggio.
La voce che nessuno mette nel preventivo
Un sito WordPress lasciato a se stesso per un anno non resta com’era: accumula aggiornamenti mancati, e prima o poi qualcosa si rompe o entra qualcuno. Quel lavoro esiste sempre, la sola domanda è se lo state mettendo nel conto o se ve ne accorgerete il giorno in cui il sito non si apre.
Quando confronti due preventivi, questa è la voce da cercare per prima. Due cifre molto diverse spesso non descrivono due qualità diverse: descrivono uno che ha messo la manutenzione dentro e uno che l’ha lasciata fuori.
Come si decide in cinque minuti
Rispondi a tre domande. Pubblicherai contenuti tu, ogni mese? Venderai online? Ti serve un’area con le password? Se sono tre no, un sito statico ti dà la stessa cosa più in fretta e con meno da mantenere. Se è un sì, WordPress ha senso, e va costruito senza costruttori visuali.
Un ultimo criterio, valido in entrambi i casi: il sito deve restare tuo. Dominio intestato a te, contenuti esportabili, e alla fine del rapporto un sito che funziona da consegnare a chiunque. Se la risposta a una di queste è no, il problema non è la tecnologia.
Noi partiamo dallo statico e passiamo a WordPress solo quando una delle tre situazioni c’è davvero. Il metodo sta in come lavoriamo, e se il caso è il negozio online c’è la pagina sulla realizzazione di siti e-commerce. Puoi scriverci senza impegno: il primo confronto è gratuito.
