SEO locale: farsi trovare su Google quando hai un’attività in zona

SEO è una parola rovinata da chi la vende male. Chiamata così sembra una tecnica oscura che si compra a pacchetti, e infatti arrivano telefonate che promettono il primo posto su Google entro il mese. Per un’attività di zona la SEO locale è una cosa molto più concreta: fare in modo che quando qualcuno vicino a te cerca quello che vendi, Google capisca che ci sei tu.

Partiamo da cosa nessuno può prometterti

Nessuno controlla la classifica di Google, quindi nessuno può garantirti una posizione. Chi te lo promette o non lo sa, o sa che non lo verificherai. Quello che si può fare è lavorare sulle cose che dipendono da te, e poi misurare cosa succede con gli strumenti che Google mette a disposizione gratis.

La differenza pratica è questa: un lavoro serio ti mostra i numeri delle ricerche per cui compari, quante volte, in che posizione, e come cambia nel tempo. Un lavoro venduto male ti mostra una fattura.

Il tuo bacino non è il tuo comune

L’errore più comune è puntare tutto sulla città grande più vicina, dove la concorrenza è massima e dove spesso i clienti non abitano nemmeno. I clienti di un’attività locale arrivano da un raggio corto e da nomi precisi: i paesi intorno, quelli sulla strada che la gente fa per tornare a casa dal lavoro.

Quei nomi tu li sai già, perché li senti tutti i giorni. Il modo più veloce per trovarli è guardare da dove arrivano i clienti che hai, non aprire uno strumento. Quelli sono i comuni che devono comparire nelle pagine del sito e nelle informazioni che dai a Google, e sono anche le ricerche in cui hai una possibilità vera, perché in un paese di seimila abitanti non ci sono venti concorrenti.

Le parole di chi cerca, non le tue

Ogni mestiere ha un gergo interno che il cliente non usa. In salone si dice brushing, la gente cerca piega. Un artigiano parla di serramenti, chi cerca scrive finestre. Un ristoratore scrive proposta gastronomica, il cliente cerca menù.

Vince sempre la parola della ricerca. Non vuol dire scrivere male: vuol dire mettere il termine comune dove Google e le persone lo trovano, il titolo della pagina e la prima riga, e usare il termine tecnico nel corpo, dove serve a farti capire come uno che sa il mestiere.

I dettagli dove un piccolo vince davvero

Sulle ricerche generiche una piccola attività non batte i portali. Sulle ricerche con un dettaglio dentro, sì, perché i portali quel dettaglio non ce l’hanno. Sono ricerche vere, fatte da persone con un bisogno preciso:

  • Gli orari fuori standard: aperto la domenica, aperto il lunedì, aperto la sera. Se sei l’unico in zona, quella ricerca è tua
  • Le specialità: il trattamento, la lavorazione, il prodotto che non fanno tutti
  • Il destinatario: per bambini, per aziende, per chi ha esigenze particolari
  • L’urgenza: subito, in giornata, senza appuntamento

Una pagina, una domanda

Ogni pagina del sito deve rispondere a una ricerca sola. Se due pagine cercano di rispondere alla stessa, si tolgono forza a vicenda e Google ne sceglie una a caso, spesso quella sbagliata.

In pratica, per un’attività locale: la home parla di chi sei e cosa fai nella tua città; una pagina per ogni servizio importante; e, se lavori su più zone, una pagina per zona con contenuto vero e diverso. Non copie della stessa pagina col nome del paese cambiato: quelle Google le riconosce e non le premia.

Le poche cose tecniche che contano

Sono meno di quante sembrino. Il titolo della pagina, che è la riga blu cliccabile nei risultati, deve contenere il servizio e il luogo e stare dentro una sessantina di caratteri. La descrizione sotto non cambia la posizione ma decide se ti cliccano, quindi va scritta per convincere, non per riempire.

Poi servono le informazioni strutturate, cioè un pezzetto di codice che dice a Google indirizzo, orari, telefono e zone servite in un formato che sa leggere senza interpretare. E serve che il sito vada veloce sul telefono, perché è da lì che arriva quasi tutto il traffico locale.

Fuori dal sito, il pezzo più pesante è la scheda Google, con nome, indirizzo e telefono identici a quelli del sito cifra per cifra. Le differenze tra le due sono la causa più banale e più frequente di una presenza locale che non decolla.

Quanto ci vuole

Da sei a dodici mesi per vedere spostamenti solidi sulle ricerche che contano, con qualche segnale prima. È lento perché Google deve prima trovare le pagine, poi capirle, poi metterle alla prova con vere ricerche di vere persone. Chi ti dice due settimane sta parlando di pubblicità a pagamento, che è un’altra cosa e si spegne quando smetti di pagare.

La cosa utile da fare mentre aspetti è misurare. Search Console è gratis, la colleghi una volta e ti dice esattamente per quali ricerche compari e in che posizione. Con quei numeri le decisioni successive si prendono sui fatti.

Noi lavoriamo così e mostriamo i numeri, non le promesse: il metodo sta in come lavoriamo. Se l’attività è in provincia di Novara c’è la pagina della zona. Puoi scriverci senza impegno: il primo confronto è gratuito.