Il sito senza banner cookie: quando si può e perché conviene

Apri un sito, e prima ancora di leggere una riga devi rispondere a un banner: accetta, rifiuta, gestisci le preferenze. Sembra un obbligo universale, una tassa che ogni sito deve pagare. Non lo è. Il banner serve solo ai siti che fanno certe cose, e un sito può essere costruito per non farle. Il nostro, per esempio, il banner non ce l’ha, ed è in regola lo stesso.

A cosa serve davvero il banner

La regola europea sulla privacy dice questo: se un sito scrive sul dispositivo del visitatore cookie che non servono al funzionamento, o carica servizi di terzi che lo tracciano, deve chiedere il permesso prima di farlo. Il banner è lo strumento con cui si chiede quel permesso.

I cookie tecnici, quelli che servono al sito per funzionare, non richiedono consenso. Il banner diventa obbligatorio quando entrano in gioco le altre cose: statistiche di terze parti, pubblicità, pulsanti social, contenuti incorporati che tracciano.

Le cose comuni che lo rendono obbligatorio

Quasi nessun sito nasce con l’idea di tracciare le persone. Il tracciamento entra con scelte che sembrano innocue:

  • Le statistiche classiche, come Google Analytics nella configurazione standard
  • La mappa di Google incorporata nella pagina contatti
  • I video di YouTube inseriti direttamente nella pagina
  • I pixel dei social, aggiunti per fare pubblicità su Facebook o Instagram
  • I caratteri caricati dai server di Google e da altri servizi esterni che ricevono dati dei visitatori

Ognuna di queste scelte porta con sé un pezzo di banner. Messe insieme, portano il banner completo, con il blocco preventivo degli script e una cookie policy da tenere aggiornata.

Come si costruisce un sito che non ne ha bisogno

Per ogni servizio che traccia esiste un’alternativa che non lo fa:

  • Caratteri sul proprio server invece che dai server di Google: il visitatore non contatta nessun servizio esterno
  • Mappa con OpenStreetMap invece della mappa di Google: le tessere della mappa sono semplici immagini, non scrivono nulla sul dispositivo
  • Video con anteprima: il filmato si carica solo se il visitatore lo tocca, e il consenso glielo chiedi in quel momento
  • Niente tracciatori di terze parti: i dati che servono davvero a un’attività locale, cioè quante persone chiamano, scrivono o prenotano, si misurano senza profilare nessuno

Un sito costruito così non scrive nulla sul dispositivo di chi lo visita. Non c’è consenso da chiedere, quindi non c’è banner da mostrare. Resta l’informativa privacy, quella sì, ma è una pagina in fondo al sito, non un muro davanti ai contenuti.

Cosa ci guadagni

Visitatori che restano. Ogni schermata in più tra la persona e il contenuto fa perdere qualcuno, e sul telefono il banner copre mezza pagina. Un sito senza banner si apre e basta.

Un sito più veloce. Gli script dei banner e i servizi di terze parti pesano. Toglierli si sente sui tempi di caricamento, e la velocità conta anche per Google.

Nessun banner sbagliato. I controlli del Garante privacy trovano spesso banner non conformi: script che partono prima del consenso, pulsanti che spingono ad accettare. Chi il banner non ce l’ha non può sbagliarlo.

Niente costi ricorrenti. I servizi che generano e aggiornano i banner si pagano ogni anno. Un sito che non traccia non ha questa voce di spesa.

Una cosa da dire ai tuoi clienti. “Questo sito non ti traccia” è una frase che si può verificare, non uno slogan. Chiunque può aprire gli strumenti del browser e controllare.

E se una cosa che traccia ti serve davvero?

Capita: vuoi la pubblicità su Meta, o un sistema di statistiche che richiede i cookie. Allora il banner ci vuole, fatto come dice la legge: blocco degli script prima del consenso, scelta libera tra accettare e rifiutare, policy aggiornata. Non è il male. È la conseguenza di una scelta, e va messa in conto insieme ai suoi obblighi. L’importante è deciderlo sapendo che l’alternativa esiste.

Il nostro sito non ha il banner, e puoi verificarlo: nessun avviso ti ha accolto in questa pagina. Se vuoi un sito costruito con lo stesso criterio, guarda come lavoriamo oppure scrivici: il primo confronto è gratuito.